Gavirate ai Remi, un bilancio di assoluto rispetto

 

Era il 1960 quando il colore giallo della Canottieri IGNIS cominciò a solcare le acque del lago di Varese. L'aveva voluta il vulcanico patron dello stabilimento di Comerio, l'indimenticabile Giovanni Borghi, dalla cui volontà e generosità tutto lo sport varesino ha tratto sostegno e giovamento.

Borghi aveva ben intuito che lo sport poteva essere un eccellente veicolo pubblicitario ed ebbe un'idea semplice : trasferire il marchio IGNIS ed i colori aziendali sulle casacche dei grandi campioni, trasformando la IGNIS in una bandiera: il baluardo da difendere e portare alla vittoria. Giornali e televisione avrebbero poi fatto il resto ed il marchio  IGNIS sarebbe entrato in tutte le famiglie, nel cuore di ogni sportivo.

Detto fatto iniziarono le sponsorizzazioni. Prima il pugilato con una galleria di campioni: D'Agata, Mazzinghi, Loi, Lo Popolo, Dugini, Mazzola, poi il ciclismo con Poblet e  Maspes, quindi il calcio e la pallacanestro.

E vennero altri successi. Il Varese Calcio sotto l'occhio severo del patron risalì dalla serie C alla massima divisione e vi rimase per tre stagioni facendosi onore al cospetto delle grandi.

Quanto ai canestri i cecchini della IGNIS ne infilarono a migliaia. Dal 1956 i quintetto giallo blu iniziò a scalare le vette del basket internazionale e furono sfide esaltanti, scudetti, coppe dei campioni.

Ogni vittoria, ogni trofeo era motivo di orgoglio per il "commendatore" di Comerio. Non era solo questione di vetrina per i suoi elettrodomestici: Giovanni Borghi amò lo sport con una passione prepotente. Lo affascinava ogni disciplina a patto che impegnasse l'uomo al massimo di tutte le sue risorse per la conquista del primato.

Accanto alle fabbriche sorsero così gli impianti sportivi ed un bel giorno Giovanni Borghi si trovò a guardare in basso, verso il lago; fu allora, forse, che scoprì il canottaggio.

Egli aveva alle proprie dipendenze un grande campione, olimpionico di Melbourne: Stefano Martinoli. I due si parlarono e nacque l'Associazione Sportiva Canottieri IGNIS. Vennero acquistate le prime barche ponendo la sede in una darsena a Groppello, messa a disposizione dalla famiglia Giamberini.

Dalla Canottieri Varese, società da cui proveniva anche Martinoli, arrivò l'allenatore, un grande del canottaggio, Angelo Fioretti, forte del carisma del mitico Otto pigliatutto della Canottieri Varese che aveva spadroneggiato alla fine degli anni quaranta.

Si iniziò subito a partecipare alle gare e già due anni dopo, con l'arrivo di un altro atleta da Varese, Vincenzo Prina, che con Stefano Martinoli, consente alla società di vincere il primo titolo di Campioni d'Italia con il Doppio senior A.  

Da Trieste arrivano rinforzi, si tratta del Due senza di Petri e Mosetti mentre Fioretti lascia il testimone a un nuovo allenatore che giunge dalla Canottieri Lario, Ettore Bianchi.

Il 14 aprile 1962 viene inaugurata anche la nuova sede : un capannone "provvisorio" sul lungolago di Gavirate, a fianco del campeggio, in cui sviluppare l'attività nell'attesa di costruire un impianto remiero vero e proprio.

Nei rimanenti anni sessanta la Canottieri IGNIS si fa largo alla grande. Nel 1963 ad esempio Petri e Mosetti vincono il campionato d'Europa a Copenaghen, su un bacino ostico e quanto mai difficile da governare. La squadra continua a crescere, giungono nuovi atleti all'insegna del marchio IGNIS. E' la gestione del grande patron Borghi che, sotto la protezione di un lavoro garantito nei propri stabilimenti, permette a molti giovani di eccellere nella pratica agonistica.

Nel 1964 Stefano Martinoli appende il remo al chiodo e diviene l'allenatore della società che continuerà a mietere successi, sia in campo nazionale che internazionale.

Da ricordare, fra gli altri, il titolo conquistato nel 1965 ai Campionati Italiani di Orbetello dal Quattro con, di cui era capovoga Carlo Righettini.

Anche gli anni settanta vedono la Canottieri IGNIS imporsi e mietere allori con tantissimi atleti. Senza nulla togliere agli altri, un ricordo particolare per i due titoli tricolori conquistati nel 1972 da Giorgio Petroni Bartoli e da Claudio Ossola. Con il loro Due senza infatti quell'anno sbancano sia nella categoria Senior A che in quella Senior B.

Martinoli intanto ha incarichi anche federali, in particolare in quegli anni è allenatore della nazionale juniores e Gavirate diviene centro collegiale per gli allenamenti degli azzurrini.

Altro trionfo esaltante nel 1978 con una splendida vittoria ai Campionati del mondo Juniores di Belgrado, con il Doppio condotto da Alfredo Bollati e Maurizio Donà. Una coppia che a settembre dello stesso anno riaffermerà la propria supremazia andando a vincere i Campionati assoluti italiani.

Anche le barche lunghe rimpinguano il palmarés della Canottieri IGNIS, come l'Otto, padrone dei campionati mondiali Juniores a Ratzemburg e secondo per un contestabile fotofinish ai campionati italiani.

Gli anni ottanta segnano una dolorosa separazione, sia pure con una certa continuità. La gloriosa IGNIS, vanto non solo economico, ma anche sociale e sportivo, cambia, si trasforma, ha bisogno di adeguarsi ai nuovi tempi. Diviene Ire, poi Philips. L'impero sportivo voluto da Giovanni Borghi si frantuma, si frastaglia. Anche per la Canottieri il futuro appare sempre più buio e privo di certezze.

Un periodo di sofferta transizione a livello societario e Stefano Martinoli resta solo sul ponte di comando, con lui pochissimi appassionati, come Carlo Righettini. Ma quel che serve è un presidente e un consiglio direttivo in grado di condurre la società. A quante porte si è bussato in quei momenti, pur di garantire uno spazio ad atleti meritevoli, veri campioni. E' la ricerca puntigliosa di nuovi sponsor, ma non solo. Servono gli amici, in grado di spingere verso l'alto una società che nel settore agonistico figura benissimo.

Il rischio di chiusura totale è concreto, nonostante incontri, contatti, riunioni. Viene coinvolto anche il sindaco di Gavirate, Romano Oldrini che si appassiona al caso e si impegna a risolvere il problema "canottieri" non solo come primo cittadino, ma anche come persona. Alla fine si incomincia a intravedere in fondo al tunnel un barlume, quella luce scacciacrisi da tempo attesa.

Comprendendo come Gavirate abbia bisogno di questa società, che difende il lago e lo fa vivere, un gruppo di amici si riunisce e, nel gennaio 1986 nasce l'Associazione Sportiva Canottieri Gavirate, sotto la presidenza di Adalberto Tedeschi, che rinverdisce una tradizione, essendo stato trentacinque anni prima anche il presidente della neonata Canottieri IGNIS: una passione riaccesa!

Con lui, gli amici che compongono il gruppo del rilancio sono Pier Luigi Abbiati, Pier Guido Baj, Pasquale Balzaretti, Luigi Bertoni, Armando Bottarini, Luigi Figini, Mario Franzetti, Rino Nicolini, Carlo Ponzellini, Carlo Righettini, Giuseppe Tanzi.

Grazie all'interessamento di Ponzellini, la Philips garantisce una sponsorizzazione indispensabile alle necessità della Canottieri Gavirate.

Nella filosofia di vita del Presidente Tedeschi campeggia un motto ben preciso: siamo amici, appassionati, decisi a vivere quest'avventura del canottaggio come una grande famiglia, come un elemento della vocazione lacuale di Gavirate.

Gli anni ottanta sono anche gli anni d'oro dei nostri atleti. Antonella Corazza vince, padrona indisturbata e incontrastata, titoli italiani a raffica, sia come singolista che in coppia con la varesina Paola Grizzetti, con una partecipazione alle Olimpiadi di Los Angeles. Diego Frattini nel 1982 è secondo ai Campionati del mondo Juniores disputati a Piediluco. Giganteggiano nel Doppio Luigi Della Chiesa e Luca Frigo.

Con la nuova società, nel 1986, Stefano Martinoli porta Guerrino Zingaro ad allenare la squadra, passando a direttore sportivo della canottieri. Siamo quasi ai nostri giorni, Gavirate inanella di media un titolo tricolore all'anno e numerosi sono i successi nella vogata di coppia, non solo a livello italiano, ma anche in Coppa Europa e ai mondiali.

Nel 1990 si inaugura la nuova sede, bella e funzionale, il cui progetto è stato donato da Pier Guido Baj all'Amministrazone Comunale perchè lo realizzi grazie alla legge collegata ai Mondiali di calcio "Italia 90".

Finalmente la sede "provvisoria" realizzata nel 1962 trova una degna sostituta che viene festeggiata con l'organizzazione dei prestigiosi Campionati Italiani assoluti.

La Canottieri Gavirate è tra le prime società nazionali sia per la stima a livello federale e sia per i risultati del proprio settore agonistico.

Alla fine di un ciclo di sviluppo nel 1996 la Società si separa da Guerrino Zingaro e diventa allenatore un ex-atleta, Andrea Maino che, alla fine del 1997, lascia il suo posto a Paolo Frigo : anch'egli un grande del canottaggio nazionale formato e cresciuto a Gavirate che torna per trasferire ad altri quel ricco bagaglio di valori che negli anni ha ricevuto.

La Società ora non ha più grandi campioni, ma conta su un gruppo di ragazze e ragazzi da cui col tempo potrà scaturire la nuova Gavirate "pigliatutto" con la grinta e le motivazioni dei bei tempi, attingendo anche a un passato ricco di gloria, per un rinnovato impegno verso nuovi, importanti traguardi sportivi e umani. Dopo le Olimpiadi di Sidney, il Consiglio Direttivo della A.S.D. Canottieri Gavirate con presidente l’Ing. Tedeschi, che passerà subito dopo il testimone al presidente Giancarlo Pomati, chiama alla guida tecnica della Canottieri Gavirate Giovanni Calabrese, brillante vogatore siciliano, che si fregia di un bronzo olimpico conquistato a Sidney nel 2000, due titoli mondiali, due titoli europei, noveitaliani, oltre naturalmente un’infinità di altri risultati. Assieme alla moglie Paola Grizzetti, pure lei una delle migliori vogatrici italiane, ristruttura l’attività tecnica del sodalizio, suddividendosi i compiti.

E pure la Federazione ne riconosce i meriti. Nella successiva suddivisione di incarichi tecnici il nuovo D.T. nazionale Beppe de Capua gli affida il settore nazionale femminile e il lido di Gavirate si affolla di nuove atlete, alcune già affermate campionesse del remo. All’inizio, quando il solo Varesino di spicco, assieme a pochi altri, poteva essere considerato il singolista Stefano Martinoli, per rafforzare i ranghi furono “arruolati” i triestini Mario Petri e Stefano Mosetti, che non mancarono di arricchire la bacheca societaria. Oggi, anche se a Gavirate transitano atleti di altre province, è solo per l’attiva e intensa organizzazione di manifestazioni, anche rilevanti come qualità, alle quali partecipano. Ma non si fermano. Non ce n’è bisogno, il nerbo della squadra è tutto di casa e tra i numerosi vogatori delle varie categorie fanno spicco anche dei notevoli talenti, che a volte magari vengono “esportati”. Una delle celebrità di casa è stato Elia Luini, con l’ultimo titolo nazionale nel singolo pesi leggeri e numerose affermazioni in campo internazionale, valida testimonianza del lavoro e dell’operosità sportiva gaviratese. E ancora la Canottieri Gavirate nel corso degli ultimi anni, oltre ad essersi classificata prima in classifica nazionale, ha conseguito, al di là di altri brillanti piazzamenti, ottimi risultati nel settore giovanile, con il titolo dell’otto categoria ragazzi, il doppio junior con S. Martin e F. Cappelletto, il singolo esordienti junior di A. Caraffini e il doppio della stessa categoria con G. Mancini e F. Riva. Ottimi risultati poi ancora in campo internazionale, come ad esempio il titolo mondiale Juniores conquistato da Luca Martin e Marco Cecchin con il quattro senza in Grecia nel 2003, il titolo mondiale di Jiri Vicek sull’otto pesi leggeri a Gifu nel 2005. Ricordiamo poi la medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Pechino 2008 conquistata da Graziana Saccocci e dal timoniere Alessandro Franzetti Nel 2011 abbiamo il cambio al vertice da Giancarlo Pomati all’ Ing. Pierumberto Perucchini che diventa il nuovo presidente, e i successi continuano con la conquista del titolo mondiale del timoniere Nicolò Fanchi nel due con ai campionati mondiali di Bled (Slovenia). Un bilancio di assoluto rispetto per la Gavirate remiera.